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Liceo Aprosio e Polizia di Stato uniti per dire “no” alla violenza sulle donne.

Liceo Aprosio e Polizia di Stato uniti per dire “no” alla violenza sulle donne.

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Il Liceo Aprosio di Ventimiglia e la Polizia di Stato uniti per dire “no” alla violenza sulle donne.

Il Vice Questore Paolo Arena,  Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ventimiglia,nell’ambito della campagna contro la violenza alle donne, presso l’aula magna del liceo ventimigliese alla presenza del Dirigente scolastico e dei docenti, ha incontrato gli alunni dell’istituto scolastico, sul tema Questo non è Amore: Stalking , violenza domestica e femminicidio.

“Negli ultimi anni – hanno spiegato durante l’incontro -, le vicende di violenza domestica hanno avuto un incremento preoccupante, specie nei rapporti tra ex coniugi o conviventi.   il Soggetto violento è una persona fragile che difficilmente ammette la propria vulnerabilità e preferisce usare violenza per avere una situazione di controllo, dominio e potere sul partner. Frequentemente accade che non si denunciano i fatti per la dipendenza economica, per i figli, per il pettegolezzo sociale, ma restare nel ghetto del silenzio significa rafforzare la strategia del violento. Cosa fare in questi casi? La legge ha prospettato, ad oggi, un ventaglio di soluzioni efficaci per contrastare e laddove possibile prevenire anzitempo questo triste e grave fenomeno criminale: l’ammonimento da parte del Questore, la querela, l’arresto in flagranza e l’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare col divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa e l’applicazione del braccialetto elettronico. La vittima che denuncia i fatti di violenza domestica potrà usufruire del gratuito patrocinio a spese dello Stato a prescindere dalle sue condizioni reddituali.  Inoltre, la persona offesa potrà essere messa in contatto con i centri antiviolenza dislocati in ambito territoriale, che danno assistenza psicologica e logistica estesa anche ai figli minori. Il Dirigente ha consegnato agli studenti un manifesto-decalogo da affiggere negli ambienti scolastici sui “campanelli d’allarme” cui porre attenzione per riconoscere da subito che si è davanti ad una persona violenta. Se ti umilia, ti giudica, controlla il tuo cellulare, ti dice come vestirti, di non truccarti, di non uscire con le tue amiche, di mandargli la posizione col cellulare, se ti dice che non lo rifarà…Questo non è Amore.

In previsione della giornata internazionale contro la violenza alle donne del 25 novembre, i Poliziotti del Commissariato di Ventimiglia hanno realizzato, inoltre, un’iniziativa simbolica, con la partecipazione degli studenti del plesso scolastico. Sul campetto sportivo della scuola, è stato riprodotto un ‘cuore umano’ per metà costituito dagli alunni indossanti una maglietta rossa, simbolo delle ferite spesso invisibili e della schiavitù affettiva, e per l’altra metà dal personale della Polizia di Stato in divisa a significare che un cuore oppresso, in fibrillazione, soffocato può essere risanato e ritornare libero grazie all’intervento della Polizia di Stato. Un drone, messo a disposizione dalla polizia municipale del comune di Camporosso, che ha collaborato all’iniziativa, ha consentito una ripresa video dall’alto ed alcuni scatti fotografici con un gioco di ombre, luci e colori perché fosse chiaro il messaggio veicolato ad ogni donna vittima di violenza:  ‘Libera il tuo cuore dalla violenza e dal silenzio… perché non è amore. Confida nella polizia di stato: questo è … amarsi’.”

Fonte foto e video: Polizia di Stato

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